La ballata delle parità: un passo avanti e uno indietro

La riflessione di Rossana Campaniolo

La ballata delle parità: un passo avanti e uno indietro
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

A Trapani, in questi giorni, l’approvazione del regolamento per l’istituzione della Commissione Pari Opportunità da parte del Consiglio Comunale, ha aperto un dibattito sulle politiche di genere la cui importanza è indiscussa. Le tempestive prime precisazioni di Valentina Colli, Presidentessa UDI, di cui abbiamo già scritto nell’edizione del 15 marzo 2021, e qualche giorno dopo la presa di posizione, pubblicata nell’edizione del 17 Marzo 2021, di Antonella Granello, componente della segreteria della Cgil, con delega alle Pari opportunità e alle politiche di genere, hanno permesso, in queste ore, di arrivare a parlare di argomenti spinosi ad un pubblico certamente più ampio, rispetto ai soli e soliti “Addetti ai lavori”.  Nell’attuale momento storico, in un contesto politico in cui la giunta regionale siciliana è composta da undici uomini ed una donna, e la giunta comunale trapanese da sette uomini e due donne riteniamo sia necessario continuare a parlare di “discriminazione di genere”.  
Nella sua replica, il Sindaco Giacomo Tranchida se per un verso evidenzia che « Il consiglio comunale “più rosa” della storia di Trapani si realizza con l’avvento della mia amministrazione» , dall’altro rimarca che «nel rispetto della vigente legge elettorale regionale sulla rappresentanza del diverso genere, non intendo procedere con alcun rimpasto di giunta» . Una posizione che inaspettatamente, trattandosi di un uomo progressista di sinistra, ci sembrerebbe essere un rigurgito dello “stereotipo di genere”, per cui l’uomo è rappresentato più adatto alla sfera pubblica e la donna più incline alla cura del focolare domestico. Pertanto, non inclusiva ed  insufficiente a tutelare le donne nel raggiungimento della parità. 
Ancora, conclude il primo cittadino «Trapani è donna…spiace oggi abbia a partorire  in mezzo alle polemiche, tanto in Consiglio comunale che qualcuna fuori, di certo i cambiaMenti creano all’inizio disorientamenti , ma già guardano al futuro» , ed in effetti, un cambio di rotta lo riteniamo davvero necessario visto il  velato elenco di  inclinazioni –ancora stereotipate- che fa, di  Trapani donna, mamma e disorientata, che inevitabilmente non soddisfa e mortifica l’intero genere femminile e chi in esso si identifica. Insomma, ci sono ancora mille mila ed oltre passi da fare. E se Giacomo Tranchida, per come dichiara, non ne vuole fare uno indietro, speriamo ne faccia almeno uno avanti. Nella giusta direzione.