In nomen omen

E l'importanza del doppio cognome

In nomen omen
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Oggi è il mio 32esimo onomastico.

12 Maggio, Santa Rossana.

Alla mia nascita, i miei genitori hanno dovuto trovare un accordo sul nome da darmi, e non anche sul cognome. In quegli anni, infatti,  non vi era alcuna discussione sulla possibilità del doppio cognome. Secondo la normativa, ancora vigente, non è consentito ai genitori, di comune accordo, attribuire ai figli il solo cognome della madre. Quello del padre deve comunque essere presente e anteposto rispetto a quello della madre. Con l’ulteriore limite, quindi, che per attribuire il cognome della madre è necessario l'accordo di entrambi i genitori, per assegnare quello del padre, al contrario, il consenso della madre non è richiesto.

Pertanto mi chiamo Rossana Campaniolo, in automatico, ca va sans dire, il cognome di papà.

Eppure, di mamma ho gli occhi. Gli occhi , e non solo, ci rendono simili. Lei mi ha partorito. Lei ha messo a rischio il suo stato di salute per farmi venire al mondo. E sempre lei ha riorganizzato la sua carriera. Badate bene, questo non discrimina in alcun modo mio padre, di cui, non so se per quel bizzarro modo di dire che “le figlie femmine assomigliano ai papà”, io di fatto, ne sono la “fotocopia”. Potevo nascere “matematica” come mio fratello ed invece no, Bohèmien come mio padre.

Quindi, seppur tardiva, mi piace pensare che oggi per la Corte Costituzionale io potrei chiamarmi Rossana Campaniolo Scuderi od anche Rossana Scuderi Campaniolo, e nulla cambierebbe nella mia vita. Mamma e papà amerebbero la mia lunaticità, il mio radical chicismo, la mia ironia, la mia irrequietezza allo stesso modo e con la stessa intensità.  Anche quando “non si sa come prenderti”  - me lo dice sempre mia madre - ed io, in effetti, lo so che non è facile avere me come figlia.  

Lo scorso 27 Aprile 2022, la Corte Costituzionale, riunita in camera di consiglio, ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sulle norme che regolano, nell’ordinamento italiano, l’attribuzione del cognome ai figli e ha deciso che, ”la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico”. La Corte ha ritenuto discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre. Nel comunicato, spiega, che nel rispetto del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale.

Rossana Campaniolo mi pare suonare bene. Il mio nome mi piace, assai. Ha origini persiane, significa “splendida, luminosa”. E’ stato proposto da papà e mamma continua a ripetere che non potevano fare scelta più azzeccata. Del resto, _”ogni nome reca una certa carica di destino”. _ Dunque, li ringrazio infinitamente. Faccio un plauso a coloro che quando mi chiamano non si confondono. Non mi scambiano. E faccio una pregheria di solerzia al legislatore affinchè regoli tutti gli aspetti connessi alla suddetta decisione.