Va agli archivi una stagione che ha riservato più di una sorpresa

Ultime pagelle, come sempre senza prendersi troppo sul serio, con gli occhi sempre tinti di granata

Va agli archivi una stagione che ha riservato più di una sorpresa
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Ultime pagelle, che ovviamente si riferiscono a tutta la stagione, che definire particolare è il minimo. Tutti, a turno, hanno avuto problemi fisici, in alcun casi traumatici, con degenze più o meno lunghe e quando sembrava che le cose stavano finalmente per accomodarsi, ecco che arrivava la spada di Damocle del Covid, costantemente in agguato. Una, forse due, partite con il roster al completo in tutta la stagione. Insomma la salvezza conquistata prima della fase ad orologio vale oro colato ed è il premio per un Gruppo che ha lavorato in mezzo a mille difficoltà e che ha “regalato” alla Città e alla Società il 10° anno consecutivo nel secondo campionato nazionale di basket, una piccola “stella” di cui andare orgogliosamente fieri. Per questo motivo, per chi, come noi, non dimentica mai il suo essere tifoso, non ci saranno insufficienze. I giocatori che indossano la maglia granata, per noi, saranno sempre i migliori in circolazione e per questo saremo sempre disposti a trovare sempre delle giustificazioni e/o a concedere delle attenuanti. Magari saranno meno migliori di altri, questo sì, ma se la stagione è da ritenersi positiva ed è SICURAMENTE da ritenersi positiva, per forza di cose non ci possono esserci insufficienze. Al limite qualche sufficienza stiracchiata, perché alla fine resta sempre un gioco, sia quello, bellissimo, sul parquet che quello, sicuramente più comodo, dietro una tastiera.

Il primo voto, che più di un voto è un pensiero, va alla Società e non può che essere positivo. Ci sono stati momenti delicati durante la stagione, la pandemia (ancora), gli ingressi contingentati, gli sponsor ai minimi termini, ma poi anche la situazione palazzetto (tragicomica in alcuni momenti), con la danza della … non pioggia nei mesi invernali, così come l'emergenza infortuni. Più volte abbiamo registrato gli sfoghi di una proprietà che si è “sentita sola”, abbandonata dalle istituzioni che in altri sport, ha prestato più attenzione a faccendieri che hanno infangato il nome della Città. Ma, alla resa dei conti, la Società granata, il presidente Pietro Basciano, ha risposto non lasciando spazio ad alcuna interpretazione: l’inserimento di Romeo, prima a termine e poi in via definitiva per garantire al coach di lavorare con un minimo di serenità, l’acquisizione (insieme a Gregory Bongiorno) dell’ex Palagranata e il ritorno a Trapani di Valentino Renzi, sono segnali che certificano che il basket a Trapani, grazie alla famiglia Basciano è destinato a durare e da tifosi non potremmo desiderare di più. Il resto è fuffa.  

Quindi, senza prendersi troppo sul serio, ecco le pagelle della stagione dei granata:

MARCO MOLLURA: Cominciamo col dire che indiscutibilmente è stato il miglior granata della stagione. Primo anno da capitano, primo anno con tante responsabilità che il nostro si è preso senza fiatare. Ha smussato parecchi angoli del suo modo di giocare, ha spesso abbozzato per amore della squadra, si è sacrificato praticamente per tutta la stagione, ricoprendo ruoli e compiti non propriamente suoi, è stato un vero, grande, Capitano, dentro e fuori dal campo. Le partite “storte” si contano sulle dita di una mano, ma per il resto ha fatto quasi sempre pentole e coperchi. Non più soltanto “cuore e…. “ ma anche tanta tecnica e qualità. Nel solco di una tradizione di grandi capitani granata, ma con il valore aggiunto del suo essere Trapanese. Cosa volere di più? Che arrivi prima possibile la notizia della sua riconferma, il Palagranata…. ops, l’Arena Granata lo attende, il gladiatore ce lo abbiamo già. Untouchable. Voto 8,5.  

GABRIELE ROMEO: la nota positiva per eccellenza di questa stagione. In mezzo ad un mare di episodi negativi, lo staff granata riesce a pescare questo ragazzo, senza contratto (???), lo firma intanto per due mesi, ma poi essendo che l’ecatombe di infortuni non accenna a placarsi (soprattutto per l’assenza certa di Palermo fino a fine stagione), lo conferma fino al termine della stagione. Eccellente sia in campo che fuori, professionista esemplare, sia quando era incerto sul suo futuro, sia quando ha avuto la conferma fino al termine della stagione. Uno di quei giocatori che fanno le fortune delle squadre dove vanno a giocare. Tutti i tifosi granata firmerebbero oggi per un suo rinnovo. Voto 8.

MATTEO PALERMO: quest’anno purtroppo non lo abbiamo visto. Lo abbiamo atteso nella prima parte della stagione, nella quale ha alternato prestazioni ai limiti della sufficienza. Poi è arrivato l’infortunio alla spalla che in parte ci ha spiegato perché il Matteo che avevamo conosciuto per quest’anno era out. Più che un voto alla sua stagione, gli auguriamo di riprendersi al più presto e soprattutto al 100%. E poi si vedrà. S.V.

SEKOU WIGGS: C’è stato un Wiggs con le treccine e uno senza. In comune hanno avuto soltanto le difficoltà con i liberi. Un Sansone al contrario, che ha trovato la forza dopo aver tagliato i capelli. E’ chiaramente una battuta per dire che il buon Sekou ci ha messo un po' di tempo per ambientarsi in un campionato evidentemente diverso da quello che aveva frequentato qualche anno prima. Nella prima parte di stagione troppa voglia di strafare, tante forzature, poca voglia di giocare con i compagni, tabellini sempre “pieni” ma poco utile, nel complesso, alla squadra. Al ritorno in campo dopo la pausa natalizia, un nuovo giocatore, nel look, ma anche nel rendimento. Grande coinvolgimento, ha tolto tutti gli eccessi della prima parte di stagione, ha forzato molto meno, ha giocato spesso per i compagni e soprattutto ha difeso come… un italiano. Non ruba l’occhio, almeno non sempre, ma diversi canestri in penetrazione resteranno a lungo nella nostra memoria, così come qualche bomba decisiva in più di un finale. Resta il problema dei liberi, anche abbastanza inspiegabile. Doveva sostituire, almeno nella nostra testa, Corbett. Difficile, forse impossibile (almeno quello del primo anno a Trapani), ma alla fine il suo campionato lo ha portato a casa e per questo lo ricorderemo con piacere. Voto 7,5

ELIJAH CHILDS: miglior rimbalzista della lega e miglior rookie al termine del girone d’andata. Questo il suo biglietto da visita al giro di boa. Atletismo da vendere, abbonato alla doppia doppia, mano anche abbastanza educata, una presenza costante su entrambi i lati del campo. Sicuramente una grande “presa” per lo staff tecnico granata. Nella parte finale di stagione, nel momento più bello, è arrivato l’infortunio che lo ha tolto dalla scena. La punizione inflittagli dalla società per motivi disciplinari è una macchia che rovina la sua stagione trapanese, la prima lontano da casa. Speriamo per lui possa essere soltanto un “peccato di gioventù” perché sarebbe veramente un delitto se sprecasse malamente il suo talento. Voto 7,5 (parliamo soltanto di cose di campo, anche se resta un pizzico di rammarico per come si è chiusa la stagione)

VINCENZO GUAIANA: stagione complicata. Da una parte forse ha sentito un po' il peso di essere trapanese a Trapani, dall’altra forse lo abbiamo caricato di troppe responsabilità noi. E non va dimenticato che probabilmente è stato sovrautilizzato per via delle tante assenze. Si è ritagliato il suo spazio, è stato certamente più positivo nella metà campo difensiva, mentre ci aspettavamo sicuramente di più in quella offensiva. Le qualità tecniche ci sono, l’abitudine a giocare a certi livelli si costruisce con il tempo. Voto 6-.

SALVATORE BASCIANO: Un altro step nella sua (ancor giovane) carriera. Più volte l’abbiamo definito il meno under tra gli under. Quando entra in campo sembra un veterano, l’emozione non gli appartiene. Ancora ha tanto da imparare ma il materiale di partenza è più che buono. Voto 6,5.

SIMONE TOMASINI: fortemente voluto da coach Parente, ha disputato una stagione quantomeno contradditoria. Praticamente si è fatto male… scendendo dall’aereo che lo ha portato a Trapani, saltando la preparazione. Rientrato in gruppo ha subito un altro gravissimo infortunio (ancorché inusuale), la frattura di una vertebra, il Covid non se lo è fatto mancare e dunque è doveroso concedergli almeno le attenuanti generiche. Non abbiamo visto il vero Tomasini o quantomeno lo abbiamo visto a sprazzi. Sicuramente ci aspettavamo di più e, per quel poco che possiamo averlo conosciuto, lui stesso è il primo a rendersene conto. Potrebbe anche essergli concessa un’altra chance, la sua esperienza in questa lega è fuori discussione, a patto che abbia saldato il conto con la mala sorte. Voto 6-.

YGOR BIORDI: Per i tifosi è diventato semplicemente IDOLO. Lo abbiamo scoperto (e apprezzato) strada facendo. E’ stato capace di trasformare i suoi limiti nei suoi punti di forza. Grande generosità e umiltà, grande applicazione, grande impegno. Anche lui ha pagato dazio alla malasorte, forse nel suo momento migliore, ma ormai è passato. Unodinoi. Voto 7.

VALERIO LONGO, GIOVANNI MINORE, MARTIN KOVACHEV, VELJKO DANCETOVIC: la “meglio gioventù granata”. Il voto migliore per loro sono state le dichiarazioni di coach Parente al termine dell’ultima gara stagionale, quando ha detto che grazie a loro durante tutta questa incredibile stagione è stato possibile mantenere, durante la settimana, un livello di allenamenti decente. Ma sono stati utili anche il campo, soprattutto nelle due partite contro Treviglio e Piacenza, nelle quali Trapani ha costruito la sua salvezza. Sono un patrimonio della Società, il frutto di un lavoro iniziato all’indomani dell’insediamento di questa proprietà e, giova ricordare, che è un lavoro partito da zero. Voto 8 per tutti.

FEDERICO MASSONE: E’ partito in sordina, anche lui ha avuto il suo bell’infortunio traumatico, si è ritrovato playmaker titolare e ha disputato una stagione in linea con la sua età. Questa in estrema sintesi la sua stagione, che, non va dimenticato, è stata la sua prima da senior. Ha alternato giocate eccellenti (tante) a topiche in alcuni casi inspiegabili per il suo talento (non tante per fortuna). Il coach stravede per lui, non ne ha mai fatto mistero ma il bastone e la carota sono sempre stati a portata di mano. La quota rosa del pubblico del Palaconad si stropiccia gli occhi, ma spesso ruba l’occhio soprattutto per la qualità delle sue giocate. In generale è certamente un diamante ancora grezzo e per questo è da considerare un patrimonio di questa società. Sicuramente un elemento dal quale partire per il roster della prossima stagione. Voto 7.

CELIS TAFLAJ: per la prima parte della stagione è stato un oggetto misterioso. Soprattutto non riuscivamo a capire quale fosse il suo spazio e il suo ruolo. Probabilmente c’è stato anche un momento nel quale non riusciva a capire quello che il coach voleva da lui. Anche lui ha avuto problemi fisici, un’appendicite improvvisa, un Covid prima si, poi no, poi ancora sì. Un periodo complicato che è proseguito anche in nazionale, a dimostrazione che il problema era generale. Nella parte finale della stagione ha avuto un’impennata che ci ha fatto capire la sua importanza e soprattutto quanto ci era mancato fino a quel momento. Tiratore micidiale, è stato determinante nelle vittorie grazie alle quali Trapani ha conquistato la salvezza. E’ un giocatore che può essere devastante sia per la sua qualità al tiro che per la sua fisicità che costringe gli avversari ad accoppiamenti complicati. Per lui vale il discorso fatto per Tomasini. E’ certamente un elemento che può far comodo in tutti i roster, e quindi potrebbe stare benissimo nel roster del prossimo anno. Voto 6+.   

DANIELE PARENTE (e Staff): Aggettivi ufficialmente terminati da un pezzo. Coach Parente è stato il TOP PLAYER della stagione granata. E’ chiaramente una valutazione che deve condividere con il suo staff, a cominciare dal compagno di sempre Fabrizio Canella. Da buon comandante ha sempre tenuto la barra dritta, senza mai piangersi addosso, affrontando sempre, una ad una, le disavventure (sportive) che via via si presentavano. Aveva immaginato una squadra la scorsa estate, non è MAI riuscito a metterla in campo, ha giocato senza uno, due, tre senior, ha giocato semplicemente con quel che aveva, ma non ha mai recriminato su nulla. Sempre lucido nelle analisi, sempre preciso nei commenti, è riuscito a tirare fuori il meglio da ciascuno dei suoi ragazzi dai quali ha sempre ricevuto la massima disponibilità. Li ha protetti quando c’era da proteggerli e li ha bacchettati quando era necessario. Oggi è il nome che più di ogni altro tiene in ansia i tifosi granata, che non riescono ad immaginare nessun altro al suo posto. I rumors sono tanti, le sirene sempre più ammalianti, anche provenienti da piazze nelle quali in tanti ci andrebbero di corsa. Tutto è possibile, ma certamente tutti i tifosi trapanesi vorrebbero rivedere coach Daniele, in un pomeriggio di fine della prossima estate, a presentarci la squadra per la prossima stagione. Si dice che nessuno è indispensabile, ma esiste sempre l’eccezione che conferma la regola. Voto 9.