Quello che una donna può fare: "QUELLO CHE GLI PARE!"

Trentesima edizione della Partita del cuore: Aurora Leone esclusa in quanto donna. Sospendere la gara era il minimo!

Quello che una donna può fare:
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Sei una donna, non puoi stare seduta qui. Queste sono le nostre regole.” E’ quanto avrebbe detto Gianluca Pecchini, direttore generale della nazionale italiani cantanti, ad Aurora Leone, attrice comica dei “The Jackal”, ieri sera durante la cena celebrativa tenutosi al  J Hotel di Torino, in vista della trentesima edizione della partita del cuore, che si giocherà stasera e per la prima volta sarà trasmessa in onda su canale 5.

Immediata la denuncia social da parte della donna insieme al collega, Ciro Priello. I due attraverso delle stories instagram hanno raccontato l’increscioso episodio. In un primo momento percepito come una serie di possibili spiacevoli fraintendimenti. Ad aver sbagliato ad individuare il tavolo loro, a non esser a conoscenza della convocazione femminile il direttore generale. Poi, nulla di tutto ciò invece. E’ stata chiara la replica: “I completini te li metti in tribuna, da quando in qua le donne giocano? “. Risposte più che sgradevoli come più che fastidiosi sono tutti gli stereotipi che si ripetono, ancora troppo diffusi.

Gli uomini giocano a calcio, le donne no”.  L’ennesimo caso, quindi, in cui cambia il contesto, cambiano i nomi degli attori ma lo sfondo - in primo piano-  misogino e maschilista è sempre lo stesso.  Ed allora, ci sembra evidente che la sola denuncia è necessaria ma non sufficiente.  Non ci si può fermare a questo. Servono ancora dei passi in più, altrettanto concreti. Non serve dire: “Non tutti siamo così!”. Che oltre ad essere un vano tentativo di minimizzare la portata è anche un modo inefficace ed inopportuno di “lavarsene le mani”. 

Non serve che i presenti si dissocino a posteriori, il giorno dopo.  E’ utile prendere le distanze tempestivamente ed in prima persona.  Quindi, alzarsi, condannare in modo palese il gesto discriminatorio e sessista. Non serve ribadire in loop: “Abbiamo tante amiche donne, siamo cresciuti in famiglie di donne, amiamo le donne”. Tanto più se dall’organigramma mostrato, a supporto, si evince che alle sole donne presenti corrispondono ruoli decisamente secondari. Non serve regalare mascherine contro la violenza sulle donne se poi non ci si adopera a creare ambienti paritari e sicuri. Bisogna analizzare le questioni nel merito, e capire se ed in che modo “scendere in campo”. 

Unitamente alle dimissioni dell’ultime ore del direttore Pecchini, la nota inviata dalla nazionale cantanti sottolinea: “Ogni 100.00 euro in meno raccolti sono 15 diagnosi in meno e 15 potenziali morti in più”. E’ sicuramente, quindi, fondamentale continuare a sostenere lo scopo dell’evento, supportare la ricerca contro il cancro e continuare a donare. 

Noi, stasera, sabotiamo solo questa partita del ca..ctus!