Parco eolico off-shore, i Comuni danno parere contrario

No degli Enti locali trapanesi alla costruzione della prima wind farm galleggiante del Mediterraneo

Parco eolico off-shore, i Comuni danno parere contrario
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Sono circa la metà i Comuni della provincia di Trapani che hanno detto no alla costruzione del mega parco eolico off-shore, a largo della costa occidentale della Sicilia, per il quale Med Wind Italia (ex Renexia) aveva richiesto il rilascio della concessione marittima. La decisione è stata presa questa mattina in video conferenza “pur nella consapevolezza – si legge nella nota del sindaco di Trapani - dell’importanza dei progetti e dei benefici derivanti in generale dallo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e di quelli che potenzialmente tali progettualità potrebbero apportare al “Sistema Paese” oltre che alle realtà locali coinvolte, hanno valutato negativamente la progettualità candidata, manifestando parere contrario. Chiedendo comunque la sospensione della procedura autorizzativa fino alla conclusione della procedura di V.I.A. e quindi della effettiva verifica della compatibilità ambientale dell’opera”.

Quando la richiesta di concessione demaniale marittima da parte della Renexia giunge a Trapani lo scorso 29 gennaio, la Capitaneria di Porto di Trapani si rivolge al Comune e ne richiede la pubblicazione sull’Albo pretorio, avviando di fatto, la preventiva fase di consultazione per i soggetti portatori d’interesse. In quella fase, sull’Albo pretorio del Comune venne pubblicato l’intero progetto con relative tavole e relazioni. Un progetto per un investimento pari a 9 miliardi di euro che prevedeva la costruzione del primo parco eolico galleggiante del Mediterraneo, formato da 190 turbine installate con il sistema floating, cioè con pale ancorate ma non infisse nel fondale, in grado di generare, a regime, una potenza di 2,9 Gigawatt. Da quella data scattavano i 30 giorni canonici per la presentazione di eventuali osservazioni al progetto stesso.

A fine febbraio e poi ancora il 2 marzo i Comuni della provincia di Trapani anche con l’ausilio della partecipazione dei portatori d’interesse (Enti Intermedi, Associazioni Ambientaliste, Organizzazioni del mondo della pesca e non solo), avevano approfondito la progettualità candidata, e avevano chiesto ed ottenuto una proroga del termine ultimo per le osservazioni di ulteriori trenta giorni allo scopo di acquisire maggiori elementi cognitivi per una migliore e completa istruttoria della vicenda, consentendo di fatto anche a varie Associazioni ed Enti di presentare osservazioni in merito al progetto in argomento.

La richiesta di proroga, a firma del sindaco del comune capofila, Giacomo Tranchida, rappresentava alla Capitaneria di Porto Trapani le criticità emerse dalle osservazioni da più parte presentate e che investigavano ben 9 aspetti diversi. A partire dall’interazioni con l’avifauna stanziale e migratoria e dall’impatto socio economico nel comparto della pesca e filiera correlata, passando per eventuali disturbi elettromagnetici, impatto visivo, impatto acustico, interazioni con il traffico mezzi navali e impatto cumulativo. Da verificare inoltre eventuali effetti di cambiamento sulle correnti marine e sulla morfologia dei fondali e potenziali impatti sui reperti archeologici presenti nell’area di interesse.

A seguito dell’ottenimento della proroga i sindaci del trapanese hanno incontrato i tecnici i vertici della stessa Renexia a caccia di risposte alle criticità e per approfondire il profilo delle refluenze socio-economiche in termini di costi – benefici per il territorio. La Renexia ha risposto ad ogni domanda e criticità sollevata con una corposo studio che è stato inviate non solo ai comuni interessati ma anche agli enti intermedi.

Si arriva così allo scorso 12 aprile, quando si registra un cambio di guardia: la Società Med Wind Italia S.r.l. subentra alla Società Renexia S.P.A. in relazione al progetto in oggetto.

Fino ad oggi quando in video conferenza i sindaci sono tornati a confrontarsi anche alla luce delle ulteriori osservazioni critiche avanzate lo scorso 6 aprile dalla Fondazione Tonni e Tonnare del Litorale Trapanese a mezzo dello studio preliminare scaturito dalla collaborazione con il coordinatore dell’Osservatorio della Pesca, Gioacchino Fazio.

Quattro le nuove criticità sollevate:

a) la risorsa eolica stimata dal proponente risulterebbe maggiore rispetto alla disponibilità effettiva. La producibilità calcolata risulterebbe, pertanto, sovrastimata;

b) per quanto attiene all’interconnessione elettrica, il quadro economico del proponente sembrerebbe sottostimare i costi complessivi delle opere di connessione;

c) sul fronte degli impatti ambientali e socio-politici, si rileva la mancanza di valutazione dei costi delle opere di mitigazione e compensazione;

d) da un’analisi in termini di redditività, emergono per l’impianto in argomento, difficili condizioni in merito alla sostenibilità e candidabilità a contribuire ad una celere ed efficiente decarbonizzazione del Paese.

Da qui la decisione di rigettare la richiesta di concessione per il parco eolico off-shore. Si attende ora la decisione della restante parte dei Comuni del trapanese che dovrebbero far pervenire la loro decisione a giorni. A quel punto la palla passerà al Ministeri competenti, cui spetta l'ultima parola sul progetto.