A Trapani è tempo di Trap: arte e colore sui muri della città

Cinque gli artisti che realizzeranno le loro opere in altrettanti punti del capoluogo

A Trapani è tempo di Trap: arte e colore sui muri della città

Settembre è il mese degli esami di riparazione e quest’anno sono toccati anche alla città di Trapani, sia per la bocciatura a Capitale della cultura 2021 sia per l’autoesclusione dall’ Europeade 2023. Atto “quasi” dovuto, quindi, quello dell’Amministrazione Tranchida di realizzare “Trap”, presentato ieri mattina nel corso della conferenza stampa a Palazzo D’Alì.

L’acronimo sta per “Trapani Public Art”, un progetto che vede la presenza in città di muralisti di fama internazionale, fino al 20 ottobre, esprimersi su 5 punti strategici della Città. Il progetto, fortemente voluto dal Movimento 5 stelle e realizzato con le donazioni dei parlamentari pentastellati alla Regione Siciliana e alle auto-decurtazioni degli stipendi devolute dagli stessi, punta a creare nuove dimensioni attorno alla destinazione turistica culturale della Sicilia Occidentale. Cosi, Tranchida rilancia la città affinché possa avere sempre possibilità di stare sul mercato globale e nel contempo confessa il suo intendo utopico di trasformare Trapani in punto di riferimento italiano dell'arte urbana per i viaggiatori - turisti che sceglieranno di venire perché “a Trapani trovo tutto ed anche di più”.

Le opere saranno realizzate dagli artisti uruguaiani del colectivo Licuado sui prospetti del cimitero comunale -lato Lungomare Dante Alighieri, su cui la Soprintendenza ha espresso parere favorevole; dall’artista messicano Said Dokins sui pilastri incompiuti di Via Libica, porta d'ingresso in città; dall’artista argentino Eversiempre sul perimetro del centro sportivo “Roberto Sorrentino” e dall’artista italiano Ligama sul prospetto del quartiere San Giuliano, punto di contatto con il comune di Erice. Infine, l'artista australiano Guido van Helten che nel 2022 interverrà su due prospetti all’ingresso del quartiere Fontanelle.

Il risultato sarà sorprendente” ne è certo Vincenzo Cascone dell’associazione Pandora, a cui è stato affidato il compito di organizzare la manifestazione, già forte dell'esperienza FestiWall a Ragusa, che in cinque anni ha fatto diventare il capoluogo ibleo una delle capitali italiane dell’arte urbana.

E noi, ad oggi, non abbiamo alcun motivo di non promuovere la città a questa nuova fase.