Covid, tre giorni di chiusura scuole non bastano

La dichiarazione di Tranchida a margine dell'incontro con i sindaci siciliani

Covid, tre giorni di chiusura scuole non bastano

La Regione organizzi screening di massa o 3 giorni di chiusura non serviranno a nulla. Tuteleremo in ogni modo studenti, lavoratori e famiglie. Il vaccino rimane però la strada maestra per evitare ulteriori dolorosi lutti e gravi danni sociali”. Questa la dichiarazione del sindaco di Trapani Giacomo Trannchida a conclusione dell’incontro di ieri pomeriggio con i sindaci siciliani in sede Anci in seguito alla decisione della Regione Siciliana di rinviare a giovedì 13 gennaio l'apertura delle scuole. Si tratta di un primo passo ma che però, secondo i sindaci, non rappresenta la soluzione ai tanti problemi che permangano, specialmente a proposito dell’impennata contagiosa del virus e del suo tracciamento tra i più giovani, ormai fuori controllo.

Alle numerose famiglie trapanesi che da giorni ci invitano ad intervenire affinché le scuole possano riaprire in sicurezza - dichiara il sindaco Tranchida - garantisco, insieme ai colleghi sindaci, di essere estremamente vigile e di non aver nessuna intenzione di fare passi indietro nel provare a fronteggiare, seppur nei limiti dei poteri attribuitimi dalla legge, tanto la necessità di combattere per ripristinare immediatamente il pieno funzionamento delle Asp e dell'Usca quanto insistere nello screening gratuito prima del rientro in classe degli studenti oltre che per reperire le mascherine FFP2 per il sistema scolastico. Laddove ciò non dovesse avvenire nei 3 giorni che la Regione Siciliana si è presa per organizzare queste operazioni, di concerto con i colleghi anche in ambito regionale e gli Istituti Scolastici locali, valuterò ogni necessaria azione a tutela tanto degli studenti e delle loro famiglie quanto di tutto il personale scolastico. Di certo, sebbene i poteri di un Sindaco anche in materia sanitaria oggi si scontrino con i limiti imposti in specifica materia dal legislatore nazionale, il diritto alla salute della comunità trapanese e le cause effetti conseguenti anche sull’economia sociale, non possono essere cestinati dalle logiche di fredda burocrazia governativa. Non è un caso che di già a fine anno abbiamo sospeso eventi, limitato occasioni di assembramenti e financo già chiuso le scuole per il 7 e 8 gennaio in presenza dell’allarme rosso lanciato dal Dipartimento epidiemologico Asp. La salute deve trovare pari diritto costituzionale con quello dello studio, ma in sicurezza”.