Valderice, l'attacco rosso al Sindaco ha un retrogusto punico-fenicio

Il Partito Democratico invita Stabile ad un confronto sulle cose fatte e da fare

Valderice, l'attacco rosso al Sindaco ha un retrogusto punico-fenicio

Tempo di vendemmia, tempo di degustazioni. A Valderice il Partito Democratico ha deciso di gustarsi lo spettacolo di quello che, per loro, "è un film comico di scarso valore, con attori amatoriali ed un capo comico assolutamente di basso livello artistico". Un bicchiere di rosso fra le mani (possibilmente un Siray che, seppur sardo trova vitigni favorevoli anche nel valdericino), e vanno all'attacco con stile punico (altra caratteristica del vino cui sopra) affrontando l'avversario in mare aperto. L'avversario, ça va sans dir, è ovviamente il Sindaco Francesco Stabile. "Un disco rotto", così lo definisce la segretaria del PD valdericino, Sabrina Cucciardi, nella nota inviata alla stampa attraverso la quale pone l'accento sul recente azzeramento-rimpasto posto in essere dal Sindaco.

"Il Comune è allo sbando. Sappiamo bene che ne è consapevole anche lui e comprendiamo che non possa far altro che negarlo, ma la condizione di assoluto degrado che sta colpendo la nostra comunità finirà per archiviare una fase amministrativa grigia, inadeguata e reticente nei confronti dei valdericini".

Proclami di battaglia, quelli della Cucciardi e del PD. Attacchi politici, invece, quelli che li portano a valutare la scelta di cambiamenti adottata dal Sindaco Stabile per la sua Giunta: "Dovrebbe avere il coraggio di uscire dall'ipocrisia del patto civico e dichiarare pubblicamente di essere il sindaco di una coalizione di destra-centro, con Lega-VIA, Diventerà Bellissima ed Udc. Del resto un suo alleato che intende recuperare, il Psi da lui definito dal comportamento “ombroso”, ha avuto modo di rimarcare la deriva verso destra del suo ultimo rimpasto".

Ed ancora: "Il Comune è abbandonato a se stesso perché Stabile ha deciso di fare il decisionista non essendo però riuscito finora a decidere nulla di concreto. Quel che ha prodotto sono soltanto piccole manovre politiche di vecchio stampo e ordinaria amministrazione. Forse con l'ultimo rimpasto non è riuscito a fare neanche questo perché rischia di non avere più una maggioranza".

Rivendicano con orgoglio quanto fatto nel passato, con le altre Amministrazioni targate PD (ultima quella di Mino Spezia) e invitano il Sindaco a non utilizzare il passato come scusa: "Gli consigliamo di non continuare su questa strada perché a Valderice nessuno più crede a questa scusa e soprattutto in tanti, di fronte alla sua inefficienza, a volte appesantita da una inopportuna arroganza, cominciano seriamente e pubblicamente e rivalutare il passato che Stabile tenta continuamente di utilizzare come scudo. Se ne faccia una ragione. Quel passato che contesta porta ad una classe dirigente, ad una proposta politica, ad atti amministrativi che hanno lasciato un segno indelebile, ad una azione di governo di prospettiva. Ecco perchè, ancora una volta, al posto di sottrarsi accetti il confronto su quanto realizzato dagli amministratori del passato. Scelga i modi e il luogo, Il suo presente costruito sul nulla e definito dal potere per il potere interessa solo a pochi tifosi e non potrà avere alcun futuro".

La chiosa finale è chiara: "Valderice non merita un Sindaco che si difende – per motivare le sue scelte – utilizzando la zizzania politica anche all'interno della sua stessa coalizione. Per amministrare un territorio bisogna affidarsi al senso di responsabilità, alla capacità di governo e alla maturità politica. Ma il Sindaco ha dimostrato di non avere né l'una, né l'altra. Avevamo immaginato uno scenario western per dare colore ad uno sbiadito ed inutile rimpasto. Riteniamo necessario cambiare genere. Qui si tratta ormai di un film comico di scarso valore, con attori amatoriali ed un capo comico assolutamente di basso livello artistico".

La "vendemmia" è appena alle sue fasi iniziali. Basterà il solo fenicio-punico "Siray" a far rallegrare il gargarozzo dei democratici valdericini?