Nasce la coperta della memoria - Tunisia, un altro tassello nel ricordo di Yousuf e delle vittime del Mediterraneo

Nasce la coperta della memoria - Tunisia, un altro tassello nel ricordo di Yousuf e delle vittime del Mediterraneo
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Nace la "couverte de la memoire - Tunisie", la coperta della memoria Tunisi. Un altro piccolo tassello per non dimenticare. Perchè le storie delle vittime del Mediterraneo non cadano nell'oblio, per il diritto alla libertà di movimento negato. L'iniziativa si lega al progetto "La coperta di Yusuf", nato a Lampedusa dopo l'ennesimo naufragio in cui il piccolo perse la vita.

"Siamo madri, sorelle, donne tunisine che, nella frontiera del Mar Mediterraneo, hanno perso i propri cari – figli, figlie, fratelli e sorelle – morti o scomparsi a causa delle politiche migratorie europee che negano diritti, storie e vite umane.
Molti dei nostri cari sono ancora oggi dei numeri senza volto, scomparsi nell’indifferenza politica e sociale. Per restituire un nome a queste persone e per riconoscere le loro storie, abbiamo deciso di partecipare al progetto della #copertadiYusuf, nata a Lampedusa all’indomani dell’annegamento del piccolo Yusuf, ennesima vittima del mare spinato. Filo alla mano, trama e ordito, costruiamo la “Coperta della memoria - Tunisia”. Ogni “mattonella” che compone la coperta corrisponde alla storia di una persona scomparsa o morta lungo la rotta migratoria.
Ogni "mattonella" rappresenta una persona che ancora cerchiamo e per cui chiediamo verità e giustizia. Affinché i nostri figli e le nostre figlie, i nostri fratelli e le nostre sorelle annegati nel Mediterraneo spinato non siano dimenticati: intrecciamo la nostra memoria con quella di altre famiglie e altre madri in Italia e in Tunisia, per costruire un racconto comune, contro la rimozione istituzionale e politica dei diritti.
La coperta della Memoria – Tunisia nasce quindi con lo scopo di non permettere che l’indifferenza trascini nell’oblio queste storie e cancelli le responsabilità di queste morti. Per fare del racconto un mezzo di contrasto della violenza della frontiera. Per fare della memoria uno strumento di lotta collettiva". Sono molte le città italiane che hanno aderito all'iniziativa. La prossima, chissà potrebbe essere Trapani, perchè no?