«Co-stretti a un metro»: la ripartenza raccontata attraverso gli scatti di Francesco Bellina

Una campagna ideata dagli imprenditori palermitani Marco ed Emilia Callari

«Co-stretti a un metro»: la ripartenza raccontata attraverso gli scatti di Francesco Bellina
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Da un'idea di Marco ed Emilia Callari, creativi ed anime di "Ottica Callari e Vintage by Callari",  è nata la campagna di sensibilizzazione "Co-stretti a un metro". Un progetto fotografico che racconta, attraverso l'obiettivo del fotoreporter trapanese Francesco Bellina, un network di professionisti uniti ma distanti. Dodici scatti che sintetizzano gli umori di un periodo difficile in cui l'unione e la condivisione diventano fondamentali. Il distanziamento sociale, il metro di distanza e la mascherina irrompono nelle quotidianità e ostacolano il contatto umano e il confronto con il cliente, che spesso diventano fonte di ispirazione e creatività e contribuiscono a dare vita a nuove idee, modelli e stili di vita. La campagna scattata da Francesco Bellina, con all'attivo diverse collaborazioni con importanti testate giornalistiche nazionali ed internazionali, ha l’obiettivo di accendere l’attenzione sulle difficoltà riscontrate dai piccoli imprenditori e artigiani, che operano nel centro storico del capoluogo siciliano, legate al rispetto nelle norme anti contagio e non solo.  Come nei precedenti lavori, il focus delle immagini di Bellina si sofferma sulle persone e sulla forza di una posa alla quale viene affidata il racconto di una storia precisa, netta e tagliente. I protagonisti di Co-stretti a un metro sono tutti statuari, eroici, immortalati in pose dinamiche e potenti. Ad accomunarli è il metro da sarta, simbolo del loro saper fare manuale ma anche del distanziamento sociale, con cui ogni soggetto interagisce relazionandosi con l’oggetto della propria attività: il disco, il bicchiere, gli occhiali, il muscolo, il tatuaggio, le forbici, il coltello da chef. “Nel nostro intento - dicono  Marco ed Emilia Callari - non c’è nessuna forma di protesta verso una normativa che ognuno di noi applica per garantire la massima sicurezza ai clienti. La nostra iniziativa è solo un progetto artistico per non far passare inosservati i sacrifici che tutti noi stiamo facendo per tenere in vita le nostre attività in momento storico caratterizzato da incertezza e dubbio sul futuro dell’economia, locale e nazionale”.