Alla scoperta de @lestradeditrapani

Intervista a Fiorella Rizzo, l'architetto che ha 'guidato' la community da Torino fino a Trapani

Alla scoperta de @lestradeditrapani
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Navigando sui social, ed in particolare su Instagram, mi è capitato di immergermi nella pagina @lestradeditrapani, una realtà ricca di bellezza, in grado di esaltare le meraviglie della nostra città. 

A gestire la pagina (appartenente alla community Le Strade), nella sezione trapanese, è Fiorella Rizzo, 32 anni. Nel 2015 ha conseguito una laurea in Architettura presso l'Università degli studi di Genova, con tesi di laurea sul “Riuso della Tonnara di San Giuliano”. Alla fine del percorso universitario, ha collaborato con uno studio a Genova che si occupava del restauro di alcuni edifici storici. Terminata questa esperienza ha partecipato ad un master in Gestione dei Beni Culturali. La sua formazione e le esperienze lavorative le hanno permesso di avere una conoscenza approfondita del patrimonio artistico e storico italiano e al tempo stesso di approfondire altre tematiche come quella della comunicazione e della valorizzazione del patrimonio. 

Come nasce la collaborazione con la community “Le Strade”? 

“Entro in contatto con la community Le strade semplicemente da follower – dice Fiorella -. Dopo un percorso di studi in architettura, ho avuto l'occasione di conoscere dei ragazzi di Torino e nel momento in cui abbiamo trattato la tematica dei social e della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso questi canali, mi hanno subito indicato la pagina “Le strade di Torino”. Sono diventata loro follower e quando la community si è allargata anche a Genova e Milano, ho iniziato a seguire le altre pagine e mi sono affezionata al progetto. Nel momento in cui hanno creato una call per la gestione delle pagine delle altre città, ho dato la mia disponibilità per Trapani. Avevo voglia di iniziare questa avventura e raccontare la nostra città con uno sguardo diverso. La volontà era soprattutto di mettere in rete Trapani con il resto dell’Italia. Anche per questo ho cercato la collaborazione, sia perché mi piaceva il punto di vista della community, sia perché mi piaceva riuscire a far conoscere meglio la città non solo ai trapanesi ma anche al resto degli italiani e non”.  

Chi ha fondato la community Le Strade?  

“Le fondatrici della community sono due ragazze, Jehanne Oostra e Monica Pianosi. Insieme hanno deciso di iniziare ad esplorare Torino. Mi rivedo in loro, per la loro volontà di rivivere la città e il loro modo di “esplorarla”. Mi è piaciuta, in particolare, una loro definizione che hanno dato di Stradari. Lo Stradario è colui che gira per le vie della città come se la vedesse ogni giorno per la prima volta. È un po’ ciò che volevo ricreare con Trapani: rivederla per la prima volta dopo 11 anni di studio e lavoro a Genova, al mio ritorno a casa”. 

Cosa ti ha colpito principalmente nello sviluppo di questo progetto per Trapani? 

“Una cosa che mi ha colpito molto è che in realtà non c’è un posto in particolare che i trapanesi amano, sono entusiasti di tutti gli scorci di Trapani, partendo dai luoghi di maggior interesse, come possono essere la Colombaia, Torre di Ligny, Erice. Ma in realtà, sono legati ad ogni dettaglio della nostra città e alle nostre tradizioni, come quella dei misteri e a ciò che riguarda la nostra quotidianità e le nostre tradizioni”.  

I progetti futuri della community? 

“Attualmente la community le strade è sicuramente in crescita, partendo da Aosta fino ad arrivare a casa nostra. Anche Le strade di Trapani sta crescendo: siamo alla ricerca di nuovi contributor e fotografi che condividano con noi i loro scatti. Ma stiamo anche cercando di coinvolgere attività locali. Come diciamo sempre: non vorremmo parlare soltanto di Trapani, ma anche di chi la vive, di tante piccole realtà che sono belle da conoscere e da raccontare”.   

Parola alle fondatrici: “Come nasce Le strade?” 

“È il 2015 quando Jehanne si trasferisce dall'Olanda a Torino – confessa Monica -. I suoi amici capiscono il motivo di un trasferimento in Italia, ma non proprio a Torino. Questa città così grigia, industriale, poco attraente. Così, quando Jehanne arriva, inizia a condividere le foto della bellissima e coloratissima Torino su Instagram per far vedere agli Olandesi quanto fosse affascinante in realtà la città. Inutile dire che i Torinesi si innamorarono immediatamente delLe strade di Torino e di questo modo così minimal e alternativo di raccontare la città. A gennaio 2016 – continua Monica - ci conosciamo sul lavoro. Diventiamo colleghe e ci intendiamo all’istante. Ero appena tornata dall'Inghilterra e avevo riscoperto una Torino che non conoscevo insieme a quest’Olandese che aveva voglia di girare la città e provare posti sempre nuovi. E così pian piano affiora l'idea di iniziare a creare Le strade di Torino, qualcosa di più di un semplice account su Instagram, che però già contava più di 10mila follower. Così, decidiamo di trasformarlo in un blog, capace di raccontare Torino dal nostro punto di vista, la Torino che stavamo scoprendo nelle nostre esplorazioni. Quella delle piccole attività e dei creativi. Quella degli artisti e dei piccoli produttori che con fatica la rendono un posto speciale. Per raccontare una Torino da scoprire a chi ci vive e abita, non quella per i turisti.  

Abbiamo iniziato a cercare persone che volessero raccontare Torino insieme a noi. Un'illustratrice, Arianna Cristiano, per raccontare la scena del design. Un ingegnere, Maria Chiara Ferrante, appassionata di moda senza tempo. I foodie, Valentina Brancaleon e Gianluca Bia, per portarci alla scoperta e all'assaggio. E naturalmente Fabio Rovere, fotografo e art director che ci ha aiutato a dare una veste grafica ancora più forte e identitaria al blog.  

Le strade si espandono e nel 2018 incontriamo Lonnie Holders, un'olandese che vive a Milano. Insieme a lei decidiamo di fare un grande passo e andare a Milano. Da lì le vicende iniziano a girare come per magia. Ci scrivono da Genova per aprire Le strade di Genova, poi da Roma e infine iniziamo a capire che c'è una necessità vera di raccontare le proprie città e raccontarsi attraverso esse. Diamo, quindi, la possibilità a chi ci scrive di diventare una Stradara (il 90% delle persone che ci scrivono sono donne) o uno Stradaro, e di raccontare la propria città come piace a noi. Senza veli, senza preconcetti e senza pregiudizi. Dando spazio alle voci delle persone che rendono le nostre città tanto speciali, con pochi, ma forti valori portanti: la sostenibilità, l'innovazione, la creatività e la bellezza”.  

La bellezza deve essere ammirata e grazie all'azione di queste giovani esploratrici è permessa la valorizzazione di tutti gli scorci interessanti e a volte nascosti delle nostre città.  

Le strade hanno bisogno di noi!