La tristezza della comunità busetana

Oggi doveva tenersi la Processione vivente dei Misteri

La tristezza della comunità busetana
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Non sono solito affidare i miei pensieri alla rete o ai social, ma oggi è una giornata davvero particolare per il mio paese e per i miei concittadini.
La Domenica delle Palme da 40 anni rappresenta ormai il momento in cui gli abitanti di Buseto Palizzolo, con la "Processione dei Misteri con Quadri Viventi" danno l'avvio alle manifestazioni legate alla Settimana Santa, aprendone di fatto le celebrazioni.
La comunità si è sempre unita per questo evento, quasi ogni famiglia busetana ha visto, nel corso di questi anni, uno o più componenti in un modo o nell'altro coinvolti, sia nelle fasi preparatorie, che già mesi prima vengono avviate, sia nella fase della rappresentazione, che vede ogni anno più di trecento persone impegnate nello svolgimento della Processione.
Il valore religioso si è sempre sommato al valore sociale, di aggregazione, di promozione della cultura e delle tradizioni, della valorizzazione di ciò che ci rappresenta in Sicilia, ma riconosciuta negli anni anche nel territorio nazionale.
Da busetano in questo momento, al di là degli aspetti appena citati, mi manca l'atmosfera dell'attesa, le innumerevoli auto posteggiate in tutte le strade collaterali al percorso, le persone che a piedi si avviano al punto di partenza della processione, altre invece si piazzano nei punti strategici che consentono di avere una visuale migliore. I fotografi amatoriali e professionisti che girano con le loro attrezzature, i venditori ambulanti con i palloncini colorati e "calia e simenza". 
Mi manca il rumore dei trattori che si accendono e iniziano a muoversi, trainando i carri, le bande che scaldano gli strumenti, i figuranti sui carri che assumono le pose che manterranno per tutto il percorso, gli ultimi ritocchi al trucco...poi la partenza e lo scorrere lento, scandito dalle bande che intonano le marce funebri, e che smetteranno di suonare solo a tarda sera, quando tutto sarà concluso.
Mi mancano gli sguardi sospesi di chi si assiepa ai bordi delle strade, che in silenzio si fa il segno della croce al passaggio del S.S. Crocifisso che apre la Processione, o che manifesta lo stupore indicando e descrivendo ad alta voce a chi sta vicino quello che ha notato.
Mi manca tutto questo, e credo di interpretare il pensiero di molti, in un momento in cui dobbiamo modificare radicalmente certe nostre usanze e fare a meno di ciò a cui non avremmo mai pensato di  dover rinunciare.
E alle costrizioni a cui ci siamo dovuti abituare più o meno bruscamente in queste ultime settimane si aggiunge uno stato d'animo particolare, che è difficile descrivere, ma si riassume con un groppo alla gola, uno  sguardo al cielo e un pensiero a tutto ciò che ci manca, a tutto ciò che presto ci auguriamo torni a far parte della nostra vita.
Invito...esorto...imploro i miei concittadini a rispettare rigorosamente le regole che se correttamente applicate  terranno al sicuro noi e i nostri più cari affetti; dobbiamo essere consapevoli che i comportamenti a rischio sono una minaccia per tutti, non solo per chi li mette in atto.
Concludo con un abbraccio sentito a tutti i busetani, con l'augurio, che questa Settimana Santa e questa Pasqua, sicuramente diversa indipendentemente che si sia credenti o meno, sia sentita come il punto di ripartenza verso un percorso che ci possa portare fuori da questa emergenza epocale, e che ci possa mettere nelle condizioni di ricostruire tutto ciò che in questo momento ci appare distrutto, demolito, svanito nel  nulla.
Buona Domenica delle Palme a tutti voi.
Roberto Maiorana