Erice. Oggi l’inaugurazione della mostra “Arte contemporanea in sagrestia”

Erice. Oggi l’inaugurazione della mostra “Arte contemporanea in sagrestia”
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Viene inaugurata oggi alle 19 nella Chiesa di San Pietro, ad Erice, e sarà visitabile fino al prossimo 6 gennaio, la mostra “Arte contemporanea in sagrestia”, con opere provenienti dalla collezione de “La Salerniana” a Palazzo della Vicaria di Trapani, selezionate da Michele Cossyro, direttore artistico de La Salerniana dal 1979, e dal nuovo presidente Marco Nicodemo.

La mostra è stata allestita, con la collaborazione di Francesco Impellizzeri, nella sagrestia della Chiesa di San Pietro (edificata nella seconda metà del ’300 e ricostruita nel 1745) e anche nei locali dell’ex monastero delle clarisse, recuperati di recente.

Sono esposte opere di Abbozzo, Accardi, Aller, Asdrubali, Baruchello, Bendini, Bentivoglio M., Boille, Botta, Capaccio, Conte M., Esposito A., Galliani, Genovese R., Lim, Longaretti, Mambor, Mauri, Montessori, Patella, Pignotti, Pisani, Querci, Raspi, Romanelli, Romualdi, Salvatori, Salvia, Sanfilippo, Sanna, Scordia, Tadini; tutte private di qualunque riferimento temporale e didascalico.

“Al di fuori della consueta esibizione museale – spiegano gli organizzatori – le opere intrecciano il loro presente con quello degli ambienti ecclesiali meno visibili e visitabili, con arredi e suppellettili liturgici, manufatti devozionali, dipinti, statuine presepiali in cartapesta del ’700 e mirabili ceroplastiche, nel tentativo di estrarre dai significati e dai valori dati per entrambi acquisiti quella parte folgorante, inesauribile, che risalendo dall’interno, lungo i sedimenti storici, continua a esprimersi e ancora cerca un’espressione, un’immagine, nell’interazione con lo spazio/tempo nel quale sono assieme coinvolte. Nell’intenzione di creare uno spazio di puro visibile abbiamo, dunque, deciso di privare le opere persino delle didascalie minime: l’autore, per evitare che in ragione della ricerca del noto si trascuri lo sconosciuto e si releghino entrambi in categorie estetiche conseguenti; il titolo, poiché mette linguisticamente sotto tutela l’immagine percepita in quanto segnala la strada della percezione interpretativa; l’anno, per non sfuggire alla contemporaneità di un presente ricominciato dalle opere e dagli ambienti; i materiali, per evitare l’ispezione critica di un riconoscimento formale, il risultato estetico, a scapito della vitalità di un gesto”.

La mostra potrà essere visitata, da stasera fino al 6 gennaio 2022, dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 22.