Come rimetterci in carreggiata nella Western Sicily?

Come rimetterci in carreggiata nella Western Sicily?

Western Sicily, anche se a me piace chiamarla Sicilia Occidentale.
Come ripartire davvero, se mai fossimo sul serio in fase post-pandemica?
Quelle che seguono sono proposte di un viandante... se volete potete fare un po' di strada accanto a me e ve le illustro...

Oggi piu` di ieri occorre una partecipazione unitaria e sinergica tra istituzioni: comuni, rappresentanze datoriali e dei lavoratori, operatori sociali e culturali. Non e` tempo per i “primi della classe" e per gli "orticelli” (cabina di regia operativa e snella).

Indicazioni operative:
- realizzare, subito, il gestore aeroportuale unico regionale per evitare la stupida (sono persona per bene) concorrenza ed acquisire una maggiore capacita` contrattuale con governo nazionale e compagnie aeree. Il gestore unico risponderebbe meglio e a minori costi alle esigenze del territorio. (Vi evito l'elencazione dei minori costi derivanti da una strategia comune... anzi, lo faccio): un solo consiglio di amministrazione con alcuni sindaci, sia pure in funzione "consultiva"; un ufficio legale a fronte delle centinaia di migliaia di euro divisi in rivoli di legali; un ufficio strategico e una o due sole torri di controllo; un direttore generale, uno contabile, un unico ufficio del personale che abbia la capacita`  di gestire contratti etc.; fornitori selezionati e riduzione di costi, etc...) in economia di scala (non sono pratico).
Puntare quindi, sulla continuita` territoriale estesa ai non residenti, per la Sicilia che puo` godere - dopo aver ottenuto, nel 2015, il riconoscimento, da parte dell’Europa, dello status di “Isola” -, di vantaggi fiscali. Ricordo che il PIL della nostra isola dipende dai trasporti aerei. (Se l’Europa non e` d’accordo, convincerla). 
La strategia Point to Point e` gestibile con un solo ente che armonizza i passeggeri nei territori e le tratte da effettuare. (Per la strategia Point to Point vi rimando agli esperti dei distretti). La cosa che bisogna superare e` la resistenza di quelli che vedono gli aeroporti come un "bisinissi" e non come un fatto sociale.

La stessa ipotesi di continuita` va garantita alle Isole c.d. Minori e alle comunita` montane (navi, aliscafi, funivie) come Erice.
Per loro ho ipotizzato (utilizzando parte delle risorse - 75 milioni - previste dalla legge di bilancio Covid 19):
-  Uniformare il costo del biglietto per residenti e non residenti.
Ai non residenti, pero`, chiedere un sovrapprezzo (es 5 euro) che verra` ritornato sotto forma di “buono” da spendere esclusivamente nelle Isole e ad Erice, comunita` montana.
-  Cambiare, anche con delle cortesi imposizioni, il modo di fare turismo: non solo o prevalentemente estivo (o balneare che dir si voglia) ma adatto ai turisti quanto ai visitatori. La realta` maltese e` tale, al netto del Casino`, che pensionati, americani e prevalentemente nord europei, trascorrono uno o piu` mesi invernali là godendo di prezzi favorevoli per le “mezze pensioni”.
Concretamente: se io, albergatore o gestore di altra attivita` ricettiva, propongo un trattamento di mezza pensione a 50 € cad., una camera doppia mi rende 3.000 € al mese. E` remunerativo? Vediamola dal punto di vista del pensionato (o senior, come mi chiamano adesso): spendo 1.500 € e non ho i costi che comunque devo affrontare a “casa mia”. Risultato? A Malta sono sempre pieni. 
Adesso, vediamo lo stesso pensionato nella nostra provincia: Segesta, Selinunte, Erice, Mothia, Le Saline, Le Egadi, La riserva dello Zingaro, l’area marina protetta, le Riserve Naturali Ambientate, i boschi, le montagne, le acque calde (terme), i Borghi, i Castelli e una eccezionale eno-gastronomia "a chilometro zero"... Potrei continuare ma aspetto che chi ci definira` “destinazione” aggiunga altro. 
- Card tematiche e di servizio: questo è il momento giusto per offrire le card come omaggio o a prezzi notevolmente contenuti. È uno strumento straordinariamente efficace per coniugare i luoghi "del turismo” e i luoghi “dei visitatori” ai luoghi “dell’eno gastronomia o narrazione alimentare” e ai servizi.
- Cultura (colta e popolare), territorio e sviluppo economico.
Sono notoriamente ignorante e, quindi, invidioso di chi ha “u cicciceddu di littra”. La mia proposta e`: fare tantissimi eventi legandoli sempre ai 75 milioni dedicati al turismo ma, anche, a quelli riservati “alla cultura assistita”. Fare diventare le piazze e i “luoghi della cultura”
(ripeto, colta e popolare) sedi “controllate” per godere di spettacoli (con biglietti e/o abbonamenti) offerti gratis o a prezzi contenuti ai turisti, alle associazioni, ai comuni, e “coniugare” gli eventi con pranzi o aperitivi o...lascio alla fantasia altrui, da fare gestire ai vari operatori (se i piu` penalizzati sono quelli che non hanno fatto eventi, a loro, ma potrebbe decidere la famosa cabina di regia di cui sopra). Le prime iniziative che mi vengono in mente:
un concerto a piazza Vittorio con gli aquiloni, i tavoli per tutta la piazza, un concerto “per tutti”, magari organizzato dall' ELMT, ma anche con interventi di cabaret, gestito dai ristoratori, dai bar..  il tutto in sicurezza. E vale per tutta la provincia, disseminata di piccole e grandi piazze.
Penso, ancora, a diversificare gli orari di apertura dei musei che diventano anche luoghi per la presentazione di libri o per piccoli concerti. Naturalmente la mia visione originaria faceva riferimento a Segesta ma anche ad Erice e Favignana. Per Favignana avevo ideato un evento con la banda locale e una ideale “tonnara” con la camera della Vita al posto della camera della morte...

Io credo dovremmo sapere coniugare le risorse disponibili con le esigenze di rinascita offrendo “pari opportunita`” a tutti... La nostra provincia e` cosi` ricca di talenti che, credo, il mondo ci invidia. So di ragazze e ragazzi che hanno fatto benissimo ed hanno fatto parlare di sé. Ecco, concludo, i “ragazzi" o "giovani” sono la risorsa che dobbiamo coinvolgere piu` di tutte. Il rischio e` la desertificazione fisica e culturale. 
- Ultima considerazione: Riappropriamoci - sfruttando il federalismo demaniale - dei grandi luoghi oggi riservati ad aree militari: vuoi mettere i grandi eventi, nei limiti delle regole imposte, alla Caserma Giannettino (o come si chiama adesso)? Oppure ai capannoni Nervi e annessa ex area areonautica, a Marsala? E così via...

RIAPPROPRIAMOCI DELLA CAPACITÀ DI CONFRONTO, DI PROGETTAZIONE E DI CONDIVISIONE,  NELLA PROSPETTIVA DI UNA SOCIETÀ DIVERSA E PIENA DI PARI OPPORTUNITÀ.

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