Il vaccino, le margherite e... le Catilinarie

Riflessioni a denti stretti sull'utilizzo dei soldi pubblici

Il vaccino, le margherite e... le Catilinarie
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Di Vincenzo Scontrino
(Presidente del CdA del giornale Il Locale News)

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Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
Duemilacento anni non sono bastati agli abitanti della penisola italica per riconoscere i buoni amministratori dai cattivi? Non sono serviti i secoli, né le esperienze per trovare una linea di condotta morale nell’utilizzo del pubblico denaro? Il bando in sé è una barzelletta: vengono appaltati €.8.500.000 circa e per avere aggiudicati i lavori bisogna dimostrare di avere avuto aggiudicati lavori simili nel triennio per 154 milioni (quante aziende in Italia possono avere
annoverato fatturati per lavori simili dal valore pari all’appalto commissionato nel triennio 2017/2019?), con i criteri della massima urgenza, per la realizzazione di 21 Margherite, alias centri di raccolta per la vaccinazione di massa contro il COVID 19.
Stupidi non siamo: è uno spreco di risorse finalizzato! Questi centri entreranno in funzione quando già una parte della popolazione sarà stata vaccinata nei luoghi
normalmente deputati alle necessità sanitarie. E le caserme abbandonate, le palestre, i cinema, tutte strutture inutilizzate non vanno forse bene? E perché mai? Ma chiedo quale necessità, o che somma urgenza, se non quella di ingrassare qualche portafogli ingordo, di realizzare questi centri inutili? Mi sembra di sentire nuovamente risuonare le bocche laide di coloro che ridevano qualche ora dopo il terremoto de l’Aquila, lo sfregio ulteriore ad una terra violentata dal sisma e dalla morte. Non ne abbiamo avuto abbastanza allora, che già la Morte appare nuovamente come scusa perfetta per inspessire la coltre di lardo di questi boiardi? In un Paese piegato dal virus e dalla insipienza politica, dove tante famiglie e tante imprese non si rialzeranno, dove in tanti attendono ancora ristori e cassa integrazione, anche lo spreco di un misero euro diventa una cifra insopportabile e 154 milioni costituiscono 154 milioni di buoni motivi per
dire NO!
Qualcuno fermi questo spreco, non sia dover ripassare ancora l’epilogo delle Catilinarie: Noi, noi, noi consoli manchiamo! Non mancheremo, non questa volta!