La zona rossa e il caos delle regole

Dai Dpcm del Governo centrale, alle disposizioni regionali e locali... Ecco cosa accade a Trapani

La zona rossa e il caos delle regole

La Sicilia è rimasta l’unica regione italiana in zona rossa. In realtà ci sarebbe anche la provincia autonoma di Bolzano, ma in virtù della loro piena autonomia, nello stesso giorno in cui lo Stato centrale inneggiava al rosso, loro si autocoloravano di giallo. E mentre in Lombardia dilagano le polemiche su chi avrebbe sbagliato a comunicare i dati o su chi semplicemente li avrebbe erroneamente letti, le strade della regione lombarda da stamattina si sono tinte di arancione.

Gli unici in rosso, dunque, siamo noi siciliani. Era stato il nostro stesso presidente Musumeci a richiedere a gran voce la tinteggiatura a tinte forti. Siamo stati per giorni primi in Italia per numero di nuovi contagi da Covid -19 e bisognava correre ai ripari. E dunque oltre, alle restrizioni intrinseche a Dpcm del Governo centrale, la Regione ci aveva aggiunto del suo, vietando anche gli spostamenti all’interno dello stesso Comune per andare a trovare amici e partenti.

Direte: “E’ finita qui”. Neanche per sogno! Perché anche qualche sindaco, ha messo mano a penna e colori, decidendo di metterci qualcosa di più. Come a Trapani e Erice, ad esempio, dove oltre a tutto il resto, i rispettivi primi cittadini hanno deciso di chiudere la domenica anche i negozi di generi alimentari e prima necessità. (A pochi chilometri di distanza, vedi Valderice e Paceco, erano invece aperti). Punti vendita presi ovviamente d’assalto il sabato per gli acquisti dell’ultimo momento. Con buona pace delle distanze di sicurezza, dell’evitare di creare assembramenti e degli ingressi contingentati.

La zona rossa di fatto, si palesa la domenica: negozi chiusi e poche auto in giro. La cittadina trapanese ieri appariva semideserta, complice anche il maltempo che non ha certo ispirato gli abitanti a lunghe passeggiate o escursioni all’aperto. In verità, non sono stati neanche notati posti di blocco o presidi di controllo ieri in città.

Eppure era stato lo stesso presidente della Regione, nei giorni scorsi, a convocare i Prefetti per chiedere maggiori controlli sulle strade. Decisione questa, a cui Musumeci era approdato, dopo aver minacciato di chiedere al Governo centrale ancora una settimana di zona rossa, per poi fare dietro front. Deve aver pensato che risollevare le sorti della già asfittica economia siciliana dopo l’ennesimo lock down sarebbe stato davvero una missione disperata.

Oggi, fortunatamente, i numeri sono dalla nostra e la curva dei contagi comincia a puntare verso il basso. Si registrano i primi segnali di rallentamento anche dalle nostre parti (ieri a Trapani si sono registrati “solo” 22 nuovi casi), segno che i provvedimenti e il buon senso della gente (quando c’è) cominciano a dare i loro frutti. La speranza comincia a fare capolino mentre attendiamo pazientemente che la campagna di vaccinazione cominci a funzionare a pieno ritmo.

Sempre che arrivino le dosi di vaccino pattuite…

Sempre che vengano distribuite le siringhe adatte…

Sempre che i soliti “furbetti” non saltino le file e aspettino i loro turni…

E’ chiaro a chiunque che gestire una Pandemia non è cosa semplice, cosi come amministrare la cosa pubblica in un perenne stato di incertezza come quello in cui stiamo vivendo attualmente, non deve essere cosa facile. Ma alimentare la confusione, in un momento in cui il caos ha già spazio e terreno fertile a sufficienza, PERCHE’?