Fine del lockdown, riprendono le celebrazioni nelle chiese

Fine del lockdown, riprendono le celebrazioni nelle chiese
Scrivi -Luigi Nacci- per Consiglio comunale Erice

Fine del lockdown anche per ciò che riguarda le celebrazioni liturgiche. La Chiesa, reduce dalla pandemia, domani, riaprirà le porte ai fedeli. Nei giorni scorsi, nel rispetto delle normative nazionali, le celebrazioni liturgiche erana state trasmesse via streaming, a partire da domani invece si tornerà ad una "rinnovata" normalità.

A questo proposito, risale alle scorse settimane, il decreto emanato dal vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, contenente le disposizioni relative alle celebrazioni delle messe nella Diocesi di Trapani. In particolare, nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il parroco o il rettore della chiesa, stabilirà la capienza massima dell'edificio, affidandosi, se possile, all'aiuto di un tecnico specializzato. La capienza dell'edificio sarà comunicata in appositi pannelli, affissi all'ingresso delle chiese. L'ausilio di volontari, faciliterà il rispetto delle regole.

Nel decreto, mons. Fragnelli invita, ove possibile a predisporre per celebrare all’aperto. Tutti i fedeli che si recheranno in chiesa per la preghiera personale e la partecipazione alle celebrazioni liturgiche dovranno essere forniti di mascherine e guanti e dovranno igienizzare le mani davanti all’ingresso con il liquido igienizzante che sarà messo a disposizione dai parroci. Ad essi è richiesto di tenere vuote le acquasantiere e di igienizzare locali e suppellettili.
L’accesso ai luoghi di culto è vietato in caso di sintomi influenzali, in presenza di temperatura corporea pari o superiore a 37,5 °C e a quanti si trovano in regime di quarantena.
Per quanto riguarda i riti di Comunione:  si continuerà ad omettere lo scambio di pace e non si svolgerà la processione verso l’altare. Saranno i presbiteri o i ministri della Comunione a raggiungere i fedeli nei loro banchi, dopo aver igienizzato le mani.
Il rispetto delle disposizioni – aggiunge il vescovo - riguarda ogni tipo di celebrazioni (Sacramenti e Sacramentali, la Liturgia delle Ore, il Culto Eucaristico prolungato, la preghiera comunitaria del Santo Rosario e altri esercizi di pietà).  
Nello specifico, i Battesimi saranno celebrati usando guanti monouso per le unzioni e omettendo il rito dell’effatà (che consiste nel toccare l'orecchio destro e sinistro del neonato)
Per la celebrazione dei Matrimoni e delle esequie, nel rispetto delle norme sul distanziamento, il numero massimo dei fedeli che assisteranno al rito dipenderà dalla capienza della chiesa utilizzata.
Per l'Unzione degli Infermi, il presbitero userà mascherina e guanti monouso.
Saranno i parroci insieme alle famiglie a valutare la possibilità di portare la Comunione a casa agli ammalati. I ministri straordinari, attrezzati di mascherina e guanti, non potranno portare la Comunione a più di tre famiglie.
Il Viatico – dispone il vescovo - sarà portato dal parroco usando mascherina e guanti monouso. Il sacramento della Penitenza sarà amministrato in luoghi ampi e areati, da consentire pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento. Sacerdote e fedeli indosseranno sempre la mascherina.
Il decreto dispone anche il rinvio delle celebrazioni delle Cresime e delle Prime Comunioni.
Fino a nuova disposizione, le feste patronali saranno preparate esclusivamente con un programma religioso e spirituale.
Per le feste patronali non sarà possibile fare le processioni con le statue o le immagini sacre, con e senza il concorso di popolo,  pellegrinaggi o  fiaccolate. Anche per il Corpus Domini non sarà possibile effettuare processioni.

Martina Palermo