Coffe Break di Giusi licata

Quale futuro per il basket italiano

Ripartenza complicata dopo la pandemia.

Quale futuro per il basket italiano

I tifosi pensano soltanto ai nomi che vorrebbero con la casacca della squadra del cuore, ma la prossima stagione cestistica è da tutti considerata come una sorta di anno zero.
Mancati introiti di sponsor e botteghino stanno mettendo a dura prova tante società. 
Lasciando da parte piazze storiche come Milano e Bologna, che dispongono di budget praticamente illimitati, diversi club, sia di serie A1 che di serie A2, e a cascata fino ai dilettanti, hanno gravi problemi.
Logiche, a volte incomprensibili,  che spesso vanno in contrasto con il merito sportivo, come quella di "invitare" alcune piazze ad iscriversi al massimo campionato, pur di non ripetere l'esperienza di quest'anno con un campionato a numero dispari, e dopo che alcune società hanno deciso di autoretrocedersi per limitare i costi, in pratica "scegliendo" il campionato a cui partecipare. 
Il merito sportivo passa in secondo piano, come ad esempio nel caso di due stagioni fa, quando Capo d'Orlando, pur avendo vinto più partite di tutti è rimasta al palo perché le sono stati tolti i punti di una Società nel frattempo fallita, a palese vantaggio di una  metropoli come Roma. 
Le Società interpellate hanno, fin qui, ringraziato e declinato l'invito e già si parla di aumentare le promozioni, da 2 a 3, nella prossima stagione di Legadue, pur di risolvere la questione.
In barba a quei (pochi) presidenti che sviluppano piani a lungo termine per pianificare promozioni. 
Pietro Basciano deve districarsi nel doppio, difficile ruolo di Presidente di una società e di Presidente della Legadue, ma possiamo senz'altro considerare Trapani un'isola felice, visto che l'attuale proprietà ha sempre fatto molta attenzione al budget, non facendo mai il passo più lungo della gamba, anche a costo di essere, qualche volta impopolare, agli occhi dei tifosi.

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