Ex proprietà dell’Avellino, decreto di sequestro per Maurizio De Simone

vengono a galla alcune denunce del Trapani calcio

Ex proprietà dell’Avellino,  decreto di sequestro per Maurizio De Simone

Continuano i sequestri nell’indagine relativa all’ex proprietà dell’Avellino Calcio guidata a suo tempo da Walter Taccone. Alla conclusione di  una inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Avellino, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino ha eseguito un provvedimento di perquisizione e sequestro, disposto dal gip, nei confronti di indagati per reati di omesso versamento di imposte, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, false comunicazioni sociali. Il decreto di  sequestro è stato emanato per gli indagati Walter Taccone, Alessandra D’Andrea, Maurizio De Simone, Massimiliano Sperduto, Alessio Andreottola, Francesco Caruso e Antonio Taccone. 

 

Per l’ex proprietario del Trapani calcio, Maurizio De Simone, in qualità di legale rappresentante della Irpiniatecnolife2013 e amministratore di fatto della Lps s.a.s è contestato il reato di aver emesso fatture per operazioni inesistenti al fine di consentire l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto alla società Avellino 1912 srl.


Stesso discorso per Alessandra D’Andrea legale rappresentata dal 2015 al 2016 della Lps; Massimiliano Sperduto, legale rappresentante da ottobre a dicembre 2016 della Lps, Alessio Andreottola, legale rappresentante dal dicembre 2016 della Lps, Francesco Caruso legale rappresentanti della Mabevi da luglio 2015 ad agosto 2016, Antonio Taccone dall’agosto 2016 a maggio 2017. La totalità dell’operazione, iniziata nel febbraio 20l7 dal Nucleo PEF di Avellino - Sezione Tutela Finanza Pubblica,  ha documentato come gli indagati, a vario titolo, abbiano posto in essere un sistema ben preciso adattato all’evasione di imposte con omesso versamento di Iva nonché di ritenute. Le cifre legate all’ attività investigativa hanno evidenziato un omesso versamento di ritenute per un ammontare di 967.275,23 euro, di Iva per 1.000.358, nonché l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un importo pari a euro 417.560; il mancato versamento di somme dovute mediante utilizzo a compensazione di crediti inesistenti per un totale di 1.961.289 euro; l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per 362.560. Nell’operazione figurano alcune società e persone già denunciate agli inquirenti dai legali del Trapani calcio a partire dal settembre 2019 nell’ambito della diatriba legata all’ex proprietario Maurizio De Simone.

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