Coffe Break di Giusi licata

Una stele per ricordare Nanny

Una stele per ricordare Nanny

E' stato il primo morto sul lavoro del 2020, così come hanno voluto ricordare i genitori. Custonaci non ha dimenticato il giovane Giovanni Biondo,  Nanny per i familiari, il 21enne morto lo scorso 7 gennaio mentre stava effettuando dei lavori di giardinaggio. Questa mattina, nel corso di una breve cerimonia, è stata scoperta una targa collocata all'interno del giardino dedicato ai pescatori di cala Buguto nella frazione balneare di Cornino. Giovanni infatti amava il mare, soprattutto la pesca. La tragedia sei mesi fa. Il giovane cadde da una scala a pioli sulla quale era salito per potare un albero. Un volo di circa otto metri, il corpo del 21enne finì schiacciato dal grosso ramo che aveva tagliato. Inutili i soccorsi. «È morto perché voleva essere un uomo libero – ha detto il sindaco di Custonaci –, di quella libertà che solo il lavoro ti dà. Nanny è una vittima del lavoro, come purtroppo altri lo sono stati, soprattutto in questo territorio di Custonaci dove insistono cave e segherie». Come una vittima del lavoro lo hanno voluto ricordare i genitori ma anche amici e parenti. Anche se di “lavoretto” si trattava, eufemismo per definire in maniera quanto più edulcorata possibile il lavoro nero: l’unico che un ragazzo di 21 anni riesce a trovare in questa terra. La morte di Nanny quindi impone, ancora una volta, una riflessione sulle condizioni di vita dei nostri giovani che, in assenza di un lavoro, svolgono attività lavorative occasionali con tutto ciò che ne consegue. La stele è stata collocata, per iniziativa della famiglia e con il bene placido del comune di Custonaci, nel giardino dedicato ai pescatori di cala Buguto. Perché Nanni amava la pesca, quella sportiva. La stele lo immagina seduto sulla riva del mare a pescare. Un volo di palloncini ha salutato la scopertura della stele e, idealmente, ha salutato Nanny e la sua memoria.

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