Truffa ai danni dell'Inps, i dettagli dell'operazione di questa mattina

Truffa ai danni dell'Inps, i dettagli dell'operazione di questa mattina

In sei anni hanno incassato illecitamente dall'Inps circa 676 mila euro. Aziende fantasma, attive solo sulla carta, messe a disposizione da tre imprenditori e assunzioni false. Lavoratori in maggioranza nordafricani, con il permesso di soggiorno in scadenza, che poi dividevano le indennità con i datori di lavoro in cambio dei documenti per il rinnovo dei permessi. Perno principale dell'operazione, un consulente del lavoro di Mazara del Vallo, Francesco Di Pietra, di 50 anni a cui è stato sequestrato lo studio professionale. E' quanto emerge dalle indagini condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro – Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, che hanno dato esecuzione questa mattina  ad un sequestro preventivo di beni, del valore di circa 1 milione di euro, nei confronti di 5 soggetti orbitanti nel marsalese, per il reato di truffa aggravata e continuata, in concorso, ai danni di enti pubblici e falso. Nel complesso risultano indagate 246 persone. Le indagini hanno preso il via nel 2018 in seguito ad una perquisizione eseguita dai carabinieri di Petrosino presso l’abitazione di uno degli indagati per il reato di sostituzione di persona e truffa ai danni di una compagnia telefonica. All'inrterno dell'appartamento, vennero ritrovate 4 buste paga di cittadini extracomunitari, intestate ad una impresa edile riferibile al soggetto in questione. I successivi approfondimenti, svolti dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, hanno consentito di accertare che la ditta assumeva un cospicuo numero di uomini e donne, per lo più di provenienza nordafricana, in prossimità della data di scadenza del permesso di soggiorno.  Dalle successive indagini, andate avanti per circa un anno è emerso un complesso sistema associativo, che vedeva coinvolti altri 4 soggetti – nella veste di promotori, costitutori ed organizzatori – nonché 241 beneficiari di prestazioni fittizie.  In particolare sono state individuate 3 imprese edili ed 1 agricola, tutte attive solo “su carta”, riferibili a tre soggetti del luogo. Identificato un soggetto di origini tunisine, che reclutava connazionali-falsi lavoratori. Oltre al commercialista,  gli altri indagati sono il 50enne Sergio Agnello, residente a Mazara del Vallo ma originario di Sambuca di Sicilia, i mazaresi Nicolò Passalacqua di 50 anni e Salvatore Asaro di 59 e, infine, il cittadino tunisino Mehdi Ammari. 

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