Si allarga l'inchiesta sul laboratorio analisi sequestrato ad Alcamo dopo la morte di una 66enne

Si allarga l'inchiesta sul laboratorio analisi sequestrato ad Alcamo dopo la morte di una 66enne

Si allarga l'inchiesta giudiziaria che riguarda il laboratorio analisi "Ecolab" di Alcamo sequestrato nelle scorse settimane dagli uomini del Nas di Palermo. Il reato ipotizzato è adesso “responsabilità colposa per morte in ambito sanitario”. Tutto ruota attorno alla morte di una donna di 66 anni morta di covid che viveva a casa della sorella e del cognato. A presentare la denuncia alla procura di Trapani, proprio la sorella della vittima, assistita dall'avvocato Salvatore Galluffo. Secondo quanto riferito dalla donna, lo scorso 17 settembre il marito avrebbe cominciato a mostrare i primi sintomi del contagio da covid: febbre e dolori in tutto il corpo. Il medico curante consiglia il tampone. i giorni passano e tutta la famiglia viene contagiata. E' a quel punto che decidono di rivolgersi al laboratorio analisi Ecolab. Il tampone però ha dei costi esosi: 100 euro. Al test si sottopone solo l'uomo che risulta negativo. Le se condizioni però peggiorano e dopo il ricovero in ospedale i medici si accorgono che il 58enne è positivo. Adesso sta bene, anche se rimane isolato in attesa di negativizzazione.  Purtroppo va diversamente per la cognata di 66enne che si aggravva e viene trasportata a Palermo dove muore. I familiari sostengono che la mancata tempestività della diagnosi abbia provocato la morte della donna. Non è l'unico esposto nei confronti del laboratorio incriminato, ci sono altre denunce da valutare. Tutti soggetti che si sono sottoposti al tampone presso l'Ecolab risultati negativi e successivamente positivi. Gli indagati al momento sono Benedetto Fabio Di Giorgi, rappresentante legale della società consortile Koala, e Salvatore Ciaccio direttore tecnico del laboratorio. 

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