Rapporto Zoomafie, in Sicilia un indagato ogni sette ore per reati contro gli animali

Rapporto Zoomafie, in Sicilia un indagato ogni sette ore per reati contro gli animali

Ogni 12 ore in Sicilia è stato aperto un procedimento penale per reati contro gli animali, con un indagato ogni7 ore. E' quanto emerge dal rapporto Zoomafia Lav, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'Osservatorio.  I dati relativi al numero totale dei procedimenti penali avviati nel 2019, sia noti che a carico di ignoti, sono stati forniti dalle Procure ordinarie e quelle presso i tribunali per i minorenni. per quanto riguarda la Sicilia, hanno collaborato alla stesura del rapporto 12 Procure su 16,  (non hanno risposto Agrigento, Barcellona Pozzo di Gotto, Palermo e Ragusa) e tre Procure Minorili su quattro (non sono pervenuti i dati della Procura per i minorenni di Caltanissetta).  Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, uccisione di animali, traffico di fauna selvatica, pesca di frodo: sono alcuni dei crimini contro gli animali registrati nell'Isola dove sono stati registrati 1094 fascicoli (circa l’11,23% di quelli nazionali), con un tasso di 21,63 procedimenti ogni 100.000 abitanti  e 683 indagati. "La Sicilia è una delle regioni dove la zoocriminalità è più attiva", si legge nel rapporto.  Le corse clandestine rappresentano il business più allarmante.  Le indagini hanno confermato l’esistenza di associazioni per delinquere semplici e di associazioni mafiose finalizzate alle corse e scommesse illegali (si vedano, tra le altre, l’ “Operazione Bucefalo”, “Zikka” e “Bata”). L’operazione “Talea” ha confermato l’interesse della criminalità mafiosa per il controllo delle corse e delle scommesse all’ippodromo di Palermo. Significative, in tal senso, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Il corollario delle corse clandestine è fatto di stalle abusive, scuderie illegali, maltrattamenti e doping e, in alcuni casi, anche di macellazione clandestina.

Combattimenti clandestini : Segnalati allevamenti abusivi in diverse zone, (ex polo industriale dell’Arenella a Palermo, Trapani e provincia, Caltanissetta, rione Librino di Catania). Frequenti anche il ritrovamento di cani morti o feriti nei
combattimenti. Canili illegali e strutture abusive per cani sono stati denunciati in diverse occasioni, nel Palermitano come nel Catanese. 

Pesca illegale e commercio di pesce: Le infiltrazioni della criminalità organizzata si registrano anche nel settore della pesca e del commercio di pesce, come
le inchieste sul clan Rinzivillo hanno mostrato. La pesca di frodo, la raccolta di ricci, la pesca illegale di tonno, pesce spada e del novellame sono attività saldamente presenti nella regione. Deu gli esempi significativi: il sequestro effettuato il 7 giugno del 2018 dalla Polizia di concerto con la Guardia di Finanza, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, nei confronti del figlio di un defunto capo del mandamento di Mazara del Vallo, il cui valore complessivo ammonta a circa 3 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figurano diverse società (tra le quali due operanti nel settore della commercializzazione dei prodotti ittici) e le due operazioni del mese di ottobre, collegate tra loro ed eseguite dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di finanza, a seguito delle quali sono stati colpiti numerosi soggetti (tra i quali si annoverano anche membri della famiglia Rinzivillo)
ritenuti responsabili di avere fatto parte di cosa nostra operante a Gela, con ramificazioni sul territorio nazionale e in Germania. L’attività investigativa ha evidenziato la capacità dell’organizzazione di infiltrare anche la filiera del commercio ittico, in particolare i prodotti importati dal Marocco.  

Altri reati: La Sicilia occidentale e lo Stretto di Messina sono zone
considerate «black spot» per il bracconaggio. Armi clandestine, mezzi vietati, caccia a danno di specie protette o in periodo non consentito, traffico di fauna selvatica, furto venatorio, sono solo alcuni dei modi in cui viene esercitato il bracconaggio nella regione. Il mercato di Ballarò, nonostante i frequenti
sequestri dei Carabinieri forestali e degli altri organi di polizia giudiziaria, mantiene il triste primato di mercato illegale di fauna selvatica più rilevante del Paese. Le varie relazioni degli organismi investigativi antimafia dedicano, e non potrebbe essere altrimenti, molti passi alle infiltrazioni mafiose nel comparto zootecnico e nel controllo dei pascoli. 

 

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