Esame di stato 2020, maturandi al tempo del Coronavirus

Esame di stato 2020, maturandi al tempo del Coronavirus

Le conseguenze del Coronavirus, s'insinuano anche nel sistema scolastico. Primo giorno d'esame per i maturandi che, quest'anno, hanno affrontato una doppia "prima volta"; da un lato c'era il temuto colloquio orale (rimasto invariato rispetto agli scorsi anni) dall'altro la necessità: sostenere l'esame in un clima forse un pò più pesante con distanze da rispettare, mascherine da indossare e detergenti (pur non rinunciando al "faccia a faccia"). A fare la differenza sono i professori, questo ci racconta una maturanda del liceo linguistico "Rosina Salvo" di Trapani che, questa mattina, ha svolto la prova orale. "Ovviamente, l'ansia prima di entrare in aula, c'è stata! Quando ho rivisto i miei professori, dopo all'incirca quattro mesi, mi sono tranquillizzata talmente tanto che ho smesso di percepire la pressione dell' esame... La preparazione di questo esame di maturità non è stato affatto facile perché è stato necessario ripassare tutte le materie in due settimane. Tra le altre cose, sapevamo di dover fare i conti con le conseguenze causate dalla pandemia, specie nell'organizzazione degli spazi e nel rispetto di misure specifiche a garanzia della tutela personale e collettiva". Nel corso della "nostra" intervista, la "neo maturanda" ci riferisce che l'aver sostenuto una prova d'esame eslusivamente in forma di colloquio (in sostituzione alla prova scritta) ha dei pro ma anche dei contro.  "Da un lato, personalmente, riesco ad affrontare meglio un dialogo piuttosto che rapportarmi ad un foglio di carta. Dall'altro tuttavia, l'esame in forma scritta (che anticipa il colloquio e che quest'anno non si è svolto) rende l'idea di una prova per tappe, in cui lo studente giunge allo step finale senza accumulare e condensare l'ansia, in un'unica esperienza".

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